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Vittorio Calogero

Docenti

Vittorio Calogero

Vittorio Calogero

È una grossa sfida, per una persona timida come me, scrivere il proprio curriculum. D'altronde la vita è paradossale e il coraggio non consiste nel non avere paura, ma nell'agire nonostante la paura. Come ci ha insegnato il Maestro Osho, un complesso d'inferiorità può sorgere solo quando facciamo paragoni e noi non avremmo bisogno di paragonarci, perché siamo unici. In natura una rosa che sboccia non si paragona alla quercia gigantesca.
Ho vissuto la mia infanzia in un mondo di sogni, senza traumi apparenti, nonostante la guerra e il dopo guerra. All'inizio della pubertà, dopo lo scarso successo sui campi di calcio, ho cercato di compensare un senso d'inferiorità, dovuto alla mia bassa statura, diventando un campione di ginnastica artistica a corpo libero. Ho trascorso la mia giovinezza tra i 15 e i 25 anni tra allenamenti ginnici e studi classici.
Uno dei pochi piaceri in quel periodo era quello di sfogliare atlanti e libri di geografia per fantasticare su luoghi lontani, che sembravano inaccessibili, e stupirmi di fronte alla varietà delle razze umane, che popolano i differenti continenti.
Non avendo avuto il coraggio di seguire la mia inclinazione e diventare professore d'educazione fisica, ho seguito la tradizione familiare di studi classici e mi sono laureato in Giurisprudenza con ottimi voti.
Dopo il servizio militare, un anno trascorso all'estero ed altre esperienze di lavoro e studio, ho iniziato la mia carriera nell'Ufficio legale di una compagnia di assicurazioni, dove sono rimasto per circa 15 anni. A 42 anni si manifestarono una serie di disturbi fisici con asma, allergie ecc. mentre il Direttore della Compagnia per la quale lavoravo, improvvisamente moriva per un cancro al cervello. Durante la mia crisi esistenziale di questo periodo, scoprii fortunatamente l'alimentazione e filosofia Macrobiotica. Dopo meno di tre mesi i miei disturbi scomparirono, ritornò la speranza e ricominciai a coltivare i miei sogni, per tanti anni repressi.
Nel 1978 diedi le dimissioni e iniziai a studiare metodi naturali di guarigione come Macrobiotica, Yoga, Shiatsu, ecc. Cominciai così a vivere le mie fantasie di gioventù, perfezionando varie lingue straniere, alcune iniziate a studiare in precedenza, come forma d'evasione dalla routine degli studi accademici. Nel 1980 trascorsi sei mesi negli Stati Uniti, per completare i tre livelli di studio presso l'Istituto Kushi a Brookline (Boston) Fu questo il primo di una serie di viaggi, sempre attuati con lo scopo principale di studiare e fare nuove esperienze di vita, che ritenevo utili per il mio sviluppo personale. Trascorsi quasi tutto l'anno 1983 in India, risiedendo in vari Ashram. Le esperienze fatte in questo periodo, l'incontro con la miseria, i pregiudizi di casta, le bellezze e i paradossi di questo subcontinente, che hanno influenzato notevolmente il resto della mia vita fino ad oggi, non possono essere descritte in breve.
Dopo il rientro in Italia, feci parte dell'equipe del Centro Est-Ovest a Firenze, diretto da Ferro Ledvinka, fino all'inizio del 1985, anno del mio viaggio in Giappone e di un tirocinio di circa sei mesi nella scuola del Maestro Masahiro Oki. In merito a quest'esperienza ho già scritto nell'introduzione al mio secondo libro, che sto preparando, sugli esercizi correttivi d'Oki DoYoga. Sempre nell'85, pur avendo una formale residenza a Genova, ogni settimana giravo mezza Italia, condividendo la mia esperienza con gli amici di vari Centri Macrobiotici: a Viareggio presso la Mela di Newton, a Firenze presso il centro Est-Ovest, a Torino presso il Centro Macrobiotico La finestra sul Cielo, a Genova presso la Buona Terra. Spesso da Firenze allungavo fino a Pesaro, per partecipare, durante il fine settimana, a riunioni di studio d'Oki Do e Shiatsu, condotte dal maestro Yuuji Yahiro nel Dojo di Colbordolo.
Dall'inizio del 1987 mi trasferii a Kiental, in Svizzera, per fare parte, per sette anni, del personale dell'Istituto Macrobiotico Internazionale (IMI). La varietà delle mansioni svolte durante questo periodo: insegnante,(1) assistente, traduttore, direttore dei corsi della Scuola internazionale di Shiatsu fu per me un'esperienza molto formativa. Ebbi così l'opportunità di conoscere, lavorare, e a volte stringere amicizia, con tanti insegnanti provenienti dal resto dell'Europa e soprattutto dagli U.S.A.
Nell'estate del 1994 mi trasferii a Reggio Calabria dove per alcuni anni m'impegnai a fare conoscere dei metodi di guarigione alternativi, soprattutto Macrobiotica, Yoga, Shiatsu, in una Regione dove ancora poco si sapeva. Nel 1996–1997 pur avendo buon'energia e salute fisica, ebbi modo di constatare su di me e prendere coscienza che una corretta alimentazione, era solo il primo passo fondamentale del nostro cammino d'evoluzione. Il mio mondo non poteva limitarsi a parlare solo di cibo, Yin e Yang, ecc. Sentii il bisogno di lavorare sulle mie emozioni represse, sugli aspetti di me stesso, che non riuscivo ancora a comprendere ed accettare. Decisi di recarmi di nuovo in India, questa volta per vivere l'esperienza della Comune di Osho a Poona, dove tornai ancora due volte fino al 1998. Ero contento d'essere studente e di potere partecipare a svariati seminari, gruppi d'incontro, ritiri di meditazione Vipassana, ed altro. Mi resi conto di quanto le esperienze e i condizionamenti ricevuti nei primi anni della mia infanzia potevano influenzare la vita da adulto.
Dal 1999 cominciai a visitare il Brasile, attratto dalle sue bellezze naturali e da notizie avute circa l'esistenza di un importante Centro Macrobiotico in San Paulo. Da allora ho rivisitato annualmente questo enorme Paese, caratterizzato da grandi contrasti, visitando ogni volta Stati diversi della Repubblica Federale Brasiliana. Il Brasile costituiva anche la base di partenza per fare delle puntate in altri Stati dell'America Latina. Fui così in grado di visitare, in occasioni diverse, Stati come Bolivia, Perù, Ecuador, Cile, Argentina. In tal modo ho potuto constatare l'influenza distruttiva e destabilizzante sulle culture e tradizioni locali, dei modelli consumistici esportati in questi Paesi dalle nazioni cosiddette ricche, cominciando dagli U.S.A.(2)
A livello personale, la grande sfida durante questi viaggi, non era costituita dalla fatica degli spostamenti, dalle notti passate sui pulmann di linea, dagli inevitabili rischi ed imprevisti, ma piuttosto quella di trovare degli alimenti che non fossero il solito cibo–spazzatura, in inglese junk- food(3) di solito disponibile nei posti di ristoro e nei locali cittadini. Sono convinto che soprattutto grazie alla conoscenza ed applicazione dei principi macrobiotici, io sia riuscito a fare sempre delle scelte appropriate e a mantenermi in buona salute, senza nessun tipo di vaccinazione ed interventi medici.(4)
Un senso d'impotenza e rassegnazione di fronte alle ingiustizie, alla miseria, alla degenerazione ed incoscienza constatate negli ultimi viaggi, mi hanno indotto a diradare le mie sortite all'estero e a concentrare in Italia il mio insegnamento, con la speranza di potere contribuire, nel mio piccolo, alla presa di coscienza delle influenze che le nostre scelte quotidiane possono avere sulla vita e benessere d'altri Popoli.
In questi ultimi anni, dal 1999 in poi, la mia assenza dall'Italia si protraeva solo durante i mesi invernali, perché in primavera, riprendevo i mesi corsi in Italia con qualche trasferta in Europa, sopratutto Germania e Polonia, anche per potere provvedere al mio sostentamento. Ho avuto il privilegio di collaborare, con La Sana Gola, partecipando come insegnante di Yoga ai programmi vacanze-studio organizzate annualmente da questa Associazione, in varie località, prima a Cortevecchia (Maremma Toscana) e all'Isola d'Elba, poi nel Gargano e infine sulla riva degli Etruschi (Tarquinia). Queste sono state tutte occasioni durante le quali ho potuto condividere con i partecipanti almeno una piccola parte del repertorio di esercizi correttivi, che avevo appreso in Giappone e praticato negli anni successivi.
Ora, mentre scrivo, siamo in autunno ed io, dopo un'estate movimentata, ho deciso di trascorrere i mesi invernali che seguiranno in raccoglimento, dedicandomi allo studio e alla revisione e cernita di tutto il materiale didattico accumulato, in questi ultimi anni. Mi preparo così per il 2008, fiducioso di potere offrire il meglio di me stesso nei corsi che sto preparando per il prossimo anno. In uno di questi, intitolato L'arte della longevità, insisto sull'idea che per mantenerci giovani dobbiamo essere attivi fisicamente e mentalmente, perché si diventa vecchi quando si perde l'essenza della vita, la capacità di essere flessibili e trasformare se stessi, perché ognuno di noi ha la capacità di una crescita illimitata. Concludo con alcune citazioni tratte da un libricino intitolato Eterna giovinezza, che riporta alcuni insegnamenti della Madre, ispiratrice e guida spirituale della Comune di Auroville, Pondicherry, India(5)
· L'età esiste solo per quelli che scelgono di diventare vecchi. · Essere giovane è essere sempre pronti a rinunciare a quello che siamo, per diventare quello che dobbiamo essere. · Se mantenete dentro questa fiamma per il progresso e la trasformazione, se siete pronti a lasciare ogni cosa dietro di Voi, in modo da potere procedere con un passo spedito, se siete sempre pronti per un nuovo progresso, un nuovo miglioramento, una nuova trasformazione, allora siete eternamente giovani. · Possiamo insegnare al corpo che non ci sono limiti alla crescita delle sue capacità e del suo progresso, una volta che abbiamo scoperto il metodo giusto e il condizionamento appropriato. Le potenzialità umane superano ogni immaginazione